Toccare il fondo

WP_20150823_11_11_28_Pro Quando da piccolo ti immergi in acqua il tuo obbiettivo è quasi sempre quello di arrivare a toccare il fondo.

Da adolescente ti tuffi in acqua e il tuo obbiettivo non è più toccare il fondo, ma arrivare quanto più distante possibile nel minor tempo possibile. Da adolescente vuoi arrivare lontano, vuoi farlo velocemente e non ti importa se per questo dovrai rimanere in apnea fino a quando non ti manca il respiro lontano dal tuo ambiente naturale perché durante l’adolescenza nessuno è mai nel suo ambiente naturale.

Da adulto, se decidi di bagnarti, stai attento a non bagnarti troppo, eviti di immergerti tentando di mantenere almeno la testa fuori dall’acqua e ti muovi solo nuotando a stile libero o a dorso perché sono i due stili che evitano che ti addentri troppo in un ambiente che non è il tuo.

Il bambino è quello che capisce l’importanza della profondità delle cose. Il bambino non si accontenta della cresta dell’onda che si rivela effimera, utile solo per di-vertirsi, per distrarsi. Il bambino che scopre il mare vuole andare fino in fondo.

Poi ci sono io, che voglio scoprire il fondo delle cose allenandomi nell’acqua stagnante di una piscina che potrebbe essere facilmente scoperta svuotandola.

I surrogati della felicità ti lasciano il sapore di cloro.
La felicità ti dà il sapore del sale.

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